mons. Giuseppe Priore

(Vedi le letture della Terza Domenica di Quaresima – Letture Anno A – 20 marzo 2022)

L’equipaggio dell’Apollo 17 ha scattato la prima fotografia della Terra da circa 18.000 miglia di distanza dalla superficie del pianeta. La famosa immagine è stata chiamata “Blue Marble”. Da allora abbiamo visto più immagini della Terra dallo spazio. Le immagini sono belle da vedere.

Il “blu” nel marmo è l’acqua che copre così tanto del pianeta. Quell’acqua è ciò che sostiene la vita: la vita umana così come gli animali, le piante e le creature più piccole. L’immagine ci aiuta ad apprezzare l’abbondanza di acqua e di vita con cui siamo benedetti.

L’acqua è necessaria per la vita. Quando le missioni di esplorazione spaziale lasciano la Terra per esplorare vari corpi extraterrestri, una delle prime cose che cercano sono i segni dell’acqua a causa della sua associazione con la vita. L’acqua fornisce un ricco simbolo della grazia che Dio dona al suo popolo, grazia che dona e sostiene la vita.

La prima lettura della liturgia di questa domenica viene dal Libro dell’Esodo. La storia ricorda gli israeliti, ora liberati dalla schiavitù in Egitto, che vagavano nel deserto nel loro viaggio verso la Terra Promessa. Il popolo brontola e si lamenta con Mosè che ha sete. Tanto che dimenticano la grandezza della compassione e della potenza di Dio: “Perché mai ci hai fatto lasciare l’Egitto?” – brontolano.

Eppure, nonostante le lamentele, Dio vede il loro bisogno e provvede a loro. Insegna a Mosè di colpire una roccia, come fa quest’acqua scorre. Dio del suo stesso potere provvede al suo popolo. L’acqua qui rappresenta la vita.

Anche l’acqua gioca un ruolo importante nell’incontro di Gesù con la donna al pozzo nel brano evangelico. Qui avviene una transizione durante l’incontro. La conversazione inizia con l’acqua naturale ma si sposta rapidamente verso una nuova comprensione. Gesù parlerà di “acqua viva” che solo lui può fornire. L’incontro punta al dono della vita effuso nel battesimo.

L’incontro è straordinario e ricco. La donna che Gesù incontra ha bisogno. I suoi bisogni non sono tanto acqua da bere ma qualcosa di più profondo. Man mano che la storia si sviluppa, ci rendiamo conto che ha avuto cinque matrimoni falliti e ora vive con un uomo che non è suo marito. È a pezzi. Sebbene abbia avuto relazioni, è sola. Ha bisogno di guarigione e di vita. La guarigione di cui ha bisogno non sarà fornita dall’acqua della terra. Perciò Gesù le dice: «Chiunque beve quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve l’acqua che io darò non avrà mai più sete».

“Signore, dammi quest’acqua, perché non abbia sete e non debba continuare a venire qui ad attingere”, chiede la donna. La domanda si rivela un punto di svolta. Gesù parlerà ora di fede. Il dono dell’acqua vivificante viene attraverso la fede in lui. Egli dice: “L’ora viene, ed è ora qui, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; e invero il Padre cerca tali persone per adorarlo. Dio è Spirito e coloro che lo adorano devono adorarlo in Spirito e verità”.

Quando poi la donna parla della venuta del Messia, Gesù le dice: “Sono io che parlo con te”.

L’effusione di acqua viva avverrà attraverso la passione, morte e risurrezione di Gesù. Quando i discepoli tornano, sono stupiti dal suo parlare con la samaritana ma nessuno lo interroga. La donna se ne va e racconta ad altri di lui che poi si avvicina a Gesù con lei.

Mentre questo sta accadendo, l’immagine del sostentamento vivificante passa dall’acqua al cibo. I discepoli sono preoccupati che Gesù non abbia mangiato nulla. Quando glielo chiedono, dice: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e finire la sua opera”. Sta chiaramente indicando la sua missione di donarsi in piena fede. Abbraccerà la passione e la morte che portano alla vita per tutti.

La risposta della donna e della folla a questo incontro è la fede. Arrivano a credere in lui attraverso l’incontro dicendo: “Sappiamo che questo è veramente il salvatore del mondo”. Durante il ministero Gesù ha chiamato le persone alla fede in lui. Questa fede aprirà la porta all’acqua vivificante che solo lui può fornire, l’“acqua viva”, di cui ha parlato prima.

Continuando il nostro cammino quaresimale verso la Pasqua abbiamo l’opportunità di rinnovarci nella fede. In molte parrocchie del mondo uomini, donne e bambini si preparano a ricevere le acque vivificanti del battesimo. Camminiamo con loro in questo cammino di fede. Così facendo, ci stiamo preparando anche per il nostro rinnovamento della fede a Pasqua. Ricordiamo le acque vivificanti che sono state riversate su di noi, ricordiamo le “acque vive” che provengono dalla fede e da esse siamo sostenuti nella vita.

Un aspetto importante dell’incontro di Gesù con la donna nel bene è la persona con cui Gesù ha parlato. Come il Vangelo stesso fa riferimento, era molto insolito per un ebreo parlare con un samaritano e da solo con una donna. Questo, insieme alle sue relazioni travagliate, ha un aspetto simbolico. Rappresenta tutti i bisognosi e soprattutto gli emarginati.

La vita che Gesù offre è per tutti. Tutti sono invitati a condividere le acque vive. Nessuno è così a pezzi da non poter essere guarito. Nessuno è così lontano dalla comunità da non poter essere accolto.

La fotografia della Terra dell’Apollo 17, il “marmo blu”, fornisce un’immagine abbondante dell’acqua. Dio ha creato l’universo e ci ha benedetto con la vita. Egli ha gentilmente fornito acqua per sostenere i nostri corpi con la vita. In Gesù ci dona una benedizione ancora più abbondante, il dono dell’acqua viva. L’acqua viva sgorga dall’interno per guarirci, rafforzarci e sostenerci nella vita.

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mons. Joseph Prior è parroco della parrocchia di Nostra Signora delle Grazie, Penndel, ed ex professore di Sacra Scrittura e rettore di St. Seminario Carlo Borromeo.