Recensione di Umma – IGN

Umma uscirà nelle sale il 18 marzo 2022.

Marzo sembra essere il mese della maternità per le asiatiche nel cinema e in TV. Insieme a Diventando rosso e Pachinkoentrambi incentrati sulle relazioni madre-figlia, in uscita questo mese, sembra appropriato per Umma, la parola coreana per madre, anche per essere rilasciato. E mentre le sue idee sul trauma generazionale sono spaventose, Umma purtroppo non lo è, nonostante Sandra Oh stia facendo del suo meglio con una sceneggiatura deludente.

Umma racconta la storia di Amanda (Sandra Oh), un’apicoltore elettrofobica che vive fuori dalla rete con la figlia adolescente, Chrissy (Fivel Stewart). Sono i migliori amici: fanno tutto insieme, compreso l’apicoltura, l’allevamento di polli e la lettura di libri. Ma tutto cambia quando lo zio coreano di Amanda fa visita ai resti della sua umma, che Amanda aveva abbandonato anni prima. Le dice che deve rispettare sua madre attraverso una cerimonia tradizionale coreana, altrimenti non si riposerà mai. Scossa dall’incontro, Amanda inizia ad avere visioni di sua madre e flashback degli abusi che ha subito, che le hanno causato questa paura dell’elettricità. La traumatizzata Amanda si rifiuta di onorare la madre morta, il che fa sì che lo spirito di Umma consumi lentamente Amanda e la trasformi nella donna che temeva di più.

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