La fauna selvatica è in crisi abitativa e ha bisogno del nostro aiuto

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Michelle Reynolds è una specialista di ricerca sulla fauna selvatica per la People for the Ethical Treatment of Animals Foundation.

Un recente titolo del New York Times fornisce quella che potrebbe essere la migliore sintesi della crisi della biodiversità: “Gli animali stanno finendo i posti in cui vivere”. Il mondo ha perso metà dei suoi ecosistemi naturali e le popolazioni di fauna selvatica si sono ridotte in media del 68% dal 1970. Perché? Come afferma chiaramente l’articolo del Times, “Gli esseri umani stanno conquistando troppo del pianeta, cancellando ciò che c’era prima”.

Sebbene la conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità e il conseguente accordo globale per ripristinare e proteggere il 30% degli ecosistemi terrestri e oceanici del mondo entro il 2030 (noto come “30 × 30”) siano graditi passi avanti, la risposta generale è stata “incrociamo le dita”. Quando si tratta di trattati internazionali riguardanti questioni ambientali urgenti, compreso il precedente patto globale sulla biodiversità, la nostra specie ha un record spettacolare di non averli seguiti.

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